Avant-Garde: Il Corsetto di Luca Caputo

Un corpino rigido rinforzato da stecche; di balena prima, di acciaio poi. Non solo un semplice indumento per modellare il torso; il corsetto è molto di più.

Da emblema dell’ oppressione femminile con le silhouette a ‘’vitino di vespa’’ vittoriane, a chiara manifestazione di potere e audacia grazie alle sensazionali creazioni di Vivienne Westwood e Jean-Paul Gaultier. Sensuale, discusso, perverso e ambiguo, il corsetto ha una storia travagliata e complessa ma che lo ha reso senza dubbio il capo d’abbigliamento più simbolico.

Nato come indumento unisex ma in seguito prettamente femminile , il corsetto fece la sua comparsa già nel 1600 a.C. Nel corso dei secoli la sua forma cambiò: da corpino aderente senza maniche a capo di biancheria intima, da corto a lungo, dalla linea ‘’a clessidra’’ dell’ Ottocento alla linea ”ad S” del Novecento.

Amato e odiato, il corsetto smise di avere popolarità con l’avvento del femminismo, per il quale era il massimo simbolo di tortura patriarcale: ”Fate un falò delle crudeli stecche d’acciaio che per così tanti anni hanno tiranneggiato sul vostro torace e addome. E tirate un sospiro di sollievo per la vostra emancipazione che, ve lo posso assicurare, inizia da questo momento”. Questo era il famoso invito della femminista Elizabeth Stuart Phelps.

La sua morte combaciò con l’avvento delle nuove mode di Paul Poiret e Coco Chanel. Risorse però per un breve periodo, sotto forma di guêpière, grazie a Marcel Rochas e a Christian Dior che per primi lo proposero come capo sensuale e emblema del potere seduttivo femminile.

Ricaduto in disuso, negli anni settanta, Vivienne Westwood iniziò ad usare il corsetto per creare il suo iconico stile punk ma a tal fine lo reinterpretò in modo da diventare simbolo di liberazione femminile e non di costrizione. Jean-Paul Gaultier e Thierry Mugler riproposero i corsetti negli anni ottanta. Madonna, in particolare, rese famoso il corsetto di raso rosa Gaultier durante il suo Blonde Ambition Tour nel 1991.

Nonostante le controversie, il corsetto, rimane tra i capi che più descrivono la complessa natura femminile e la sua evoluzione: da strumento di costrizione ad arma di seduzione.

Luca Caputo

In alto: foto tratta da Vogue.

Galleria: foto tratte da The Darksided Fashionista, Ooh-lala blog, Pinterest. 

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