Nessuno è Imperfetto: Noemi Perdicchia di Vittoria M. Podo

Passare le proprie vacanze su una sdraio di fronte al mare irrigidisce la schiena, la sabbia danneggia lo smalto e i giornalieri aperitivi sono quanto di più deleterio per i nostri talloni costretti, per i rigidi dettami della moda, a sopportare un tacco diverso per ogni tramonto. Settembre è il mese del cuddle-switch: a coccolarci non è più il caffè in ghiaccio dopo pranzo ma il settimanale appuntamento dall’estetista che restaura i dettagli del nostro benessere psico-fisico.
Una figura naturalmente asserita da compiti così delicati non può non meritare un approfondimento storico-territoriale: a tale scopo, pertanto, conosceremo Noemi Perdicchia, madrina di tale settore nel territorio salentino e titolare del centro di formazione S.E.P. con sede a Casarano, in provincia di Lecce.

Salve Noemi. Nessuno più di lei può vantare un’esperienza così corposa nell’ambito dell’estetica. Negli anni dei suoi inizi, era complesso anche solo reperire dei centri di formazione nei quali imparare il mestiere. Qual è stata la sua prima figura “maestra”?

La mia curiosità per il mondo dell’estetica è nata dall’esigenza di valorizzare ulteriormente e con semplicità i canoni di bellezza già presenti quarant’anni fa. Canoni, allora, preservati con approccio poco professionale e approssimativo. All’epoca questa professione era poco conosciuta ed approcciarsi non era facile. Dopo svariate ricerche, trovai una scuola a Lecce. Ma ero poco soddisfatta. La mia passione era sempre più forte e mi spinse ad approfondire gli studi in tale settore a Bologna, presso un’accademia specializzata. Lì sono stata iniziata ai ”segreti” del mestiere e a conoscere ed utilizzare i primi macchinari estetici esistenti, di tecnologia avanzatissima per il tempo.

La professione dell’estetista ha la peculiarità di occuparsi di diversi aspetti della figura e del benessere della persona: si può ben dire, dalle punte dei capelli alla punta dei piedi. Personalmente, c’è un microsettore che più la appassiona o che ha studiato e praticato in maniera più approfondita?

Non ho una predilezione verso un ambito particolare.Ciò che mi appassiona è vedere le clienti soddisfatte. Anche la cura di un semplice callo è motivo di benessere. Ognuno ha le sue esigenze e io sono pronta a soddisfarle con eguale impegno e dedizione.

Nel tempo, le tecniche per la cura dell’individuo si evolvono specializzandosi, diventando più precise ed efficaci. Qual’è l’innovazione che più le è piaciuto sperimentare, e qual è invece l’operazione che continua ad eseguire seguendo lo stesso metodo da lei appreso in partenza?

Le mode del momento e i nuovi stereotipi di bellezza alla quale siamo abituati e ai quali cerchiamo sempre più di somigliare, hanno portato a tantissimi cambiamenti: nuovi prodotti, nuove tecniche e nuovi strumenti. Quasi nulla di ciò che era valido una volta, vale ancor’ora. Il laser per l’epilazione definitiva è sicuramente l’operazione più gettonato, la più efficace e appagante in termini di velocità e risultato.

Nel corso degli anni, a cambiare non sono solamente tali tecniche, ma anche la consapevolezza e le esigenze di trattamento dei clienti. Qual era la richiesta più frequente che le veniva rivolta vent’anni fa, e qual è invece quella più frequente oggi?

Seguiamo canoni di bellezza che spesso non ci appartengono, ma ci piace pensare che tutto è possibile. Oggi si ha l’esigenza di apparire, prototipi fatti di tatuaggi, unghie ricostruite e trucco semi permanente. Un’idea ben lontana dalla semplicità. Negli anni ottanta/novanta erano all’ordine del giorno trattamenti corpo e viso, con massaggi semplici e maschere. C’era una voglia ed un’esigenza di benessere sostenuta anche da una disponibilità economica differente. Ora le cose sono cambiate. Sono avvenuti cambiamenti anche nell’esigenza di cure di benessere a lungo termine, dove i fanghi e le permanenze in località termali sono state sostituite dalle numerose spa in formula day-use.

Luogo comune ha visto accostare la pratica della cura della propria immagine al sesso femminile, relegando la figura maschile ad una posizione di essere grezzo, noncurante e non educato all’ordine del proprio corpo. Oggi, seppur ancora timidamente, tale stereotipo sembra essersi sgretolato. Questo ha avuto anche dei riscontri nel corollario di giovani che decidono di venire a formarsi presso il suo istituto? La compagine è ancora totalmente femminile o alcuni ragazzi hanno già iniziato ad affacciarsi a tale mestiere?

Questo stereotipo si sta oramai sgretolando. Gli uomini pian piano si stanno sempre più affacciando alla professione, me ne accorgo io stessa a scuola constatando l’iscrizione di sempre più alunni di sesso maschile. Certo tempo al tempo.

Vittoria M. Podo

In alto: foto tratta da Sotheby’s.

Galleria: foto tratte da horstphorst.com.

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