Di padre in figlio: Elata di Vittoria M. Podo

Mantenendo il fil-rouge della valorizzazione delle piccole e grandi realtà locali, in questo numero abbiamo il piacere di presentarvi un’azienda orgoglio del profondo Salento, che da quel “seme” gettato da quel “ragazzo del ‘99” è cresciuta, maturata e fiorita, e oggi raccoglie splendidi frutti. Si tratta di “Elata”, il calzaturificio dalla tradizione secolare con sede a Casarano, in provincia di Lecce. Progetto nato con la volontà di accompagnare i passi di tutta la famiglia, col tempo sente la necessità creativa di concentrarsi nel settore certamente più affascinante e versatile, quello femminile, diventando in pochissimo tempo un’eccellenza senza pari. Le loro creazioni sono perfetti connubi stilistici tra colori, linee, lungimiranza e alta moda, mai banali, sempre innovative. Non a caso, questa azienda è punto di riferimento per attrici Broadway/Hollywoodiane, e tra gli ultimi disegni nel cassetto, vi sono gli stivaletti destinati alla splendida Anne Hathaway. Tra i tanti pregi di questo progetto, noi de Le Grand Mogol, in veste di blog online, consigliamo con piacere, infine, di dare un’occhiata ad elata.it, che oltre a conservare il prezioso story-telling della nascita ed evoluzione dell’azienda, è anche scrigno di interessanti mini articoli sul life-style e su tutto ciò che gravita attorno al mondo femminile.

Sig. Nicolazzo, le porgo intanto i miei sentiti complimenti per la competenza con cui porta avanti la sua impresa. Ma le vorrei chiedere: quali sono i lati positivi, ed invece quelli negativi, di dirigere una società a conduzione familiare? Pensa che questa renda le cose più semplici, o, talvolta, più complesse?

Come in tutte le cose ci sono lati positivi e lati negativi, un lato positivo è rappresentato dal fatto che non è richiesta una pressante performance economica a differenza delle aziende quotate in borsa, che hanno esigenze e scadenze diverse; un altro esempio è l’attenzione alla qualità andando a discapito della quantità. Tra gli aspetti negativi è senza dubbio frustrante la lentezza nelle direttive e nelle decisioni poiché bisogna passare attraverso vari consigli, non esistendo una direzione accentrata in un unico individuo.

Da cosa deriva la vostra denominazione “Elata”?

Il nome fu consigliato a mio nonno, fondatore dell’azienda, da un suo amico professore di Lettere Classiche; ed è un termine ricorrente in botanica che credo indichi una pianta longilinea ed eretta. Un simbolo del nostro ‘’ad maiora’’.

Ormai il vostro commercio si è evoluto in e-commerce. Le vostre creazioni arrivano oltre oceano e hanno grande successo anche tra i massimi esponenti del fashion system odierno, tra attrici, cantanti e membri dello show business. Qual è, secondo lei, la ragione del vostro crescente successo? Sarà la selezione dei materiali, il vostro tradizionalismo misto all’avanguardia, o un mix di tutti questi fattori?

Sicuramente un mix di tutti questi, non a caso le attrici e le artiste che hanno scelto le nostre creazioni l’hanno indossate non per calcare il red carpet o per uso personale, bensì per uso professionale, ovvero per esibirsi in particolari performance o sul set. Ciò rappresenta sicuramente il connubio perfetto tra stile, comodità e sicurezza.

Quanto è stata determinante la vostra terra d’origine per la costruzione del vostro personalissimo paradigma di moda? Se non lo è stata, quali sono le vostre principali ispirazioni?

Il fattore ‘’terra d’origine’’ è stato sempre percepito più come un’ ostacolo, poiché ci troviamo fuori dai circuiti della moda. Si produce bene ma i fornitori non si trovano in zona e l’ambiente che ci circonda non è certo quello del fashion system. Uniche note positive, mi ha fatto notare mia moglie, sono la professionalità, il senso del lavoro e del sacrificio, fattori che caratterizzano la valida manodopera operante in loco.

Quale è stato, fino ad ora, il momento nel quale si è sentito maggiormente appagato e fiero della sua azienda?

Ne sono fiero ogni giorno quando le cose vanno come devono, come un’ orologio; anche se purtroppo per gli immancabili piccoli problemi quotidiani, succede raramente.

Ci dia delle anticipazioni sui futuri progetti in bozza e sui fortunati personaggi per i quali state realizzando delle vostre manifatture.

Dopo Anne Hathaway abbiamo realizzato appositamente tre creazioni per Mariah Carey, di cui una di notte poiché serviva per il giorno successivo. Ma abbiamo molti altri musical in programma, naturalmente fuori dall’Italia anche perché qui siamo poco noti presso il grande pubblico.

Vittoria M. Podo

In alto: foto tratta da Elata.it.

Galleria: foto tratte da Elata.it.

 

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