Con il Rossetto alla Rivoluzione: Carmen Calò di Vittoria M. Podo

Oggi la nostra redazione si mette in vetrina: in particolare, porremo qualche domanda a Carmen Calò, la nuova Caporedattrice della Chambre 5: Bellezza, rubrica della nostra rivista. Classe ’97, bazzica già dai primissimi albori di tale progetto, quando aveva un altro nome e un’altra filosofia. Dal Liceo Classico di Casarano, trampolino di lancio e sede d’ispirazione per Luca Caputo, era già in prima linea durante le sfilate homemade – nostalgia canaglia! – e gli shooting fotografici dalle sicule nuances. Quando ancora la rivista – alias “L’Interdit Haute Couture Magazine” – era prodotta in modalità cartacea, Carmen, come molti di noi, c’era già. E oggi abbiamo il piacere di presentarvela al meglio.

Ciao Carmen. Anzitutto, vorrei lasciarti qualche riga per presentarti autonomamente. Chi sei, cosa fai, cosa ti appassiona?

Ciao, io sono Carmen, attualmente studentessa di legge con un amore spasmodico per l’arte e la bellezza che mi accompagna fin dal Liceo. La passione per l’estetica e il beauty è nata con il tempo, mi piace cercare modi per far risaltare la mia immagine e la mia personalità al meglio. Per me il make-up non è semplicemente “trucchi”, è una forma d’Arte moderna, è un mezzo per poter esprimere se stessi. Per me il make-up è un rituale, lo svolgo quando ne ho piacere, potrei uscire per una settimana intera struccata e quella dopo avere ogni giorno una full face!

Da Gennaio avrai in mano Chambre 5: Bellezza. E’ una tua punta d’interesse già da molto tempo, e noi aspettiamo con curiosità le tue righe. Ma dimmi, chi è, ad oggi, il tuo punto di riferimento per la cultura del make-up?

In realtà, non ho un vero e proprio punto di riferimento nel mondo make-up. Mi piace attingere da più make-up artist. Mi faccio influenzare da più stili e da personalità diverse. Dall’americano Jeffree Star con il suo stile estroso e strutturato al nostro connazionale Manuele Mameli dallo stile elegante ma moderno allo stesso tempo.

Il tuo nuovo indirizzo, per questa rubrica, è molto interessante. Vuoi infrangere gli storici clichés che vedono il make-up spendibile solo su donne, e per giunta solo caucasiche. Quali sono, invece, le tue vedute a riguardo?

Esatto! Proprio perché arte, il make-up è per tutti! Trovo triste che nel 2019 ci siano ancora brand che propongono ai loro clienti solo 10 shades di fondotinta e tutte di tonalità chiare. Ci ha pensato Rihanna, l’anno scorso, con la sua linea Fenty Beauty a far capire a tutti gli altri brand che anche le persone dark skin acquistano make-up (ma dai, che novita?!). Infatti ha proposto quaranta diverse tonalità del suo fondotinta e, indovinate quali sono andate sold out per prime? Proprio quelle più scure.

Oltre ad questo onere, ritornerai anche a posare, come facevi anni fa. Cosa è cambiato, di te, nell’approccio con la tua immagine? Ti senti di assomigliare ancora alla Carmen di qualche anno fa, o adesso ti rapporti all’obiettivo in maniera, in qualche modo, diversa?

Sicuramente sono cambiata, crescendo ho acquisito molta più consapevolezza di me stessa, dei miei pregi e dei miei difetti. Basti pensare che per lo shooting del mio ritratto sapevo già come posare per valorizzare al meglio la mia immagine. Posare mi ha sempre divertito, mi piaceva dare vita all’idea che Luca aveva in mente. Posare è un po’ come recitare e questa è sempre stata un’altra mia grande passione.

Sei stata uno dei volti più di spicco della versione “vintage” della nostra attuale rivista. La squadra che costituiva il corpo della rivista era numerosa e folta di ragazze e ragazzi che avevano certamente un perché: Cosa ricordi con maggior piacere di questa tua esperienza d’esordio? Pensi che questa ti abbia lasciato qualche seme d’ispirazione per la maturazione del tuo attuale stile e approccio all’estetica?

Lavorare con Luca mi è sempre piaciuto, sono stata una delle sue prime sostenitrici e sono fiera del fatto che abbia pensato a me rinnovare questa rubrica. Ricordo ancora quando lottavamo contro le critiche dei professori che non vedevano di buon occhio il suo progetto. Io e gli altri ragazzi, invece, ne abbiamo visto il potenziale e abbiamo sempre accolto positivamente le sue idee.

Vittoria M.Podo

In alto: Carmen Calò ritratta da Nico Pedaci.

Galleria: ritratti di Nico Pedaci, foto tratte da Pinterest. 

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