Le Cabinet

(Ri)nascita: Gucci Aria di Luca Caputo

Volumi insoliti, luccichii, flash ed esasperazione di logomanie: il trionfo dell’estetica che si fa notare ma non ricordare. I cento anni di Gucci, o meglio la sfilata per l’anniversario che ha cestinato definitivamente l’heritage della maison fiorentina, dalla raffinata pelletteria di Guccio ai rotocalchi di cronaca nera sull’omicidio del presidente Maurizio su commissione della moglie Patrizia; fino al porno chic su tavoli di cristallo e cocaina dell’era Tom Ford, e che ha consacrato una nuova visione, un nuovo Gucci; quello che porta la firma di Alessandro Michele: Gucci Aria.

Un videoclip a tratti onirico, realizzato con Floria Sigismondi, per presentare una collezione che ha spazzato via tutti i codici e bruciato la storia. Conservando solo il logo GG e morsetto, si guarda ad un nuovo futuro, sempre alla ricerca di essere solo sulla creata dell’onda (come se il futuro potesse esistere senza il passato) ‘’ Questo non è un film è un vagito’’ afferma appunto Michele.

Dal buio di un sex club (a questa citazione è stato ridotto il leggendario Hotel Savoy di Londra dove iniziò il matrimonio tra i lusso e Guccio Gucci) a una passerella inondata dalla luce dei flash, dove sfilano i look realizzati a quattro mani con Demna Gvasalia di Balenciaga (dal cimitero di Getaria, il grande couturier Cristóbal avrà espresso il suo disappunto di fronte a questa mera operazione commerciale). I giardini delle stampe ”Flora” calpestati dal logo di Balenciaga, la raffinatezza delle forme seppellita per sempre sotto volumi eccentrici e toilettes create sempre più solo per impressionare e infine il cuore, declinato come borsetta pop, come simbolo di (ri)nascita, il tutto citando Tom Ford ma non solo. Grand Final, una boccata di ossigeno in un giardino idilliaco farcito con cavalli di zucchero. Euforico, osannato, desiderato ed agognato dalle masse: the new Gucci. Firmato Alessandro Michele.

Luca Caputo

In alto: foto tratta da Gucci.com.

Galleria: foto tratte da Gucci.com, Tatler Hong Kong, The New York Times.

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