LV: L’Alfabeto del Lusso di Luca Caputo

 

Louis Vuitton. Una sinfonia di lettere si compone sulla vostra bocca mentre pronunciate questo nome. Un nome che innesca una catena di immagini, un nome che vi rimanderà alla ruvidità della celebre tela, dal design orientale tardo vittoriano; ornata con iniziali, simboli di fiori e quadrifogli. Monogram.

Un nome che accosterete a borse, lusso, bauli, esclusività e mondanità. Difficilmente lo accosterete a quel burbero uomo dai prosperosi baffi che vi guarda con espressione corrucciata, chiuso nell’ovale del suo ritratto. Un uomo che a sedici anni ha iniziato a scrivere la leggenda che ancor’ oggi porta il suo nome.

Una storia che ebbe inizio nel 1837 quando l’allora giovanissimo Louis Vuitton arrivò, dopo un’estenuate viaggio a piedi, a Parigi per lavorare come apprendista nellatelier di bauli di Monsieur Maréchal. Per diciassette anni, Vuitton raffinò le sue qualità di artigiano, padroneggiando i segreti del mestiere e iniziando a creare piccoli capolavori che divennero in breve tempo richiestissimi, poiché personalizzati secondo le esigenze dei clienti. Dopo i primi successi riuscì ad aprire il suo atelier al numero 4 di Rue Neuve-des-Capucines, vicino a Place Vendôme.

Nel 1859 ad Asnières, a nord-est di Parigi, fiorì il laboratorio più iconico della maison, che inizialmente contava solo 20 dipendenti fino ad arrivare, prima del 1914, a contarne 225.
Lo storico atelier venne ampliato a più riprese nel corso dei decenni, anche con l’annessione della residenza privata della famiglia Vuitton, ma rimane, anche oggi, l’emblema del savoir-faire della celebre casa di Moda. Ancora ai giorni nostri 170 artigiani, progettano e creano, con pellami selezionati e rigidi procedimenti, gli ordini speciali più esclusivi, tra le sue mura.

Dopo la partecipazione all’Esposizione Universale di Parigi del 1867, Vuitton aprì la sua prima boutique all’estero, a Londra nella Oxford Street. Nel 1888 venne inventata la tela Damier Canvas, nel cui logo spiccava: “marque L. Vuitton déposée”. Alla morte del fondatore susseguì il figlio George, inventore della celebre tela Monogram.

A seguito di svariati successi americani, nel 1913 la maison aprì la boutique sugli Avenue des Champs-Élysées di Parigi, seguita da altre inaugurazioni in tutto il mondo. Negli anni successivi furono lanciate la Keepall Bag e la Noè, creata originariamente per trasportare bottiglie di champagne, ma soprattutto uno dei modelli più venduti dalla griffe, la Speedy.

Ereditata da padre in figlio, fino all’avvento del gruppo LVHM di Bernard Arnault, Louis Vuitton è una delle case di moda più famose. Dalle sue collezioni di pelletteria fino al prêt-à-porter, passando per l’haute couture, create negli anni dagli stilisti più famosi, fino ad arrivare ai più recenti profumi; rimane un simbolo di lusso, della couture francese e di un’ esclusiva artigianalità. Possiede un allure impareggiabile che la rendono uno dei marchi più venduti al mondo.

Luca Caputo

In alto: foto tratta da Lvmh.

Galleria: foto tratte da Wikipedia, Pinterest, SCALE/Stanford – Stanford University.

 

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