Lost Splendor: Krikor Jabotian di Luca Caputo

I volteggi armoniosi della gonna della mamma, il ticchettio assordante dei tacchi della zia. Le lezioni a scuola passate a schizzare i quaderni, dando forma a piccoli sogni con linee di matita. Quei giochi in cui un semplice fazzoletto arrivava a descrivere una fantasiosa silhouette. La nascita di uno stile. Sono questi i segreti del mondo di Krikor Jabotian, trentatreenne libanese, couturier d’Alta Moda e tra i volti emergenti dell’Haute Couture mondiale. La sua visione è una miscela di culture e tradizioni, visioni intrise di memorie raffinate e barocche alla riscoperta di un passato perduto.

Dopo gli studi all’ESMOD di Beirut, l’esperienza da Elie Saab cambia la vita al giovane sognatore di allora; facendo sbocciare in lui l’amore per l’opulenza dei ricami e le lavorazioni intricate e preziose. Nel 2009 fonda il suo brand, sintesi delle due culture racchiuse nella sua persona, libanese e armena. In breve tempo al neonata casa di Moda arriva a vantare tra i più celebri clienti, fino ad attirare l’attenzione di Sua Maestà Rania Regina di Giordania.

Sfila alla Vogue Fashion Dubai Experience e a Doha, riceve il premio Evening Wear alla prima edizione del Fashion Trust Arabia. Da lì i suoi capi hanno impreziosito le vetrine di Harrods e quelle online di Matches Fashion.com. Attualmente il brand punta ad ampliare gli orizzonti con il prêt-à-porter.

Le ampie crinoline volteggianti nella sala da ballo del Palazzo d’Inverno o le feste più grandiose dei Romanov, sono state tra le ispirazioni per le sue ultime collezioni, insieme al balletto classico, facendo rivivere lo sfarzo dei Balletti Imperiali del Teatro Mariinskij, che tanto dilettavano la nobiltà russa di allora. Forme fluide di tulle di seta, piume, ricami gioiello, grandiosità e suntuosità, tinte da colori de saturati; creano un’allure decadente e romantico. Che la fiaba abbia inizio.

Luca Caputo

In alto: foto tratta da The New York Times.

Galleria: foto tratte da Pinterest, Fashion Trust Arabia, AEWorld. 

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