Eterno Ritorno: Ottavio e Rosita Missoni di Floriana De Rosa

”La vita è una sequela di fatti, alcuni belli, altri meno. A me affascina la casualità di questi fatti. Se penso di essere sposato da 57 anni con una donna che ho conosciuto sotto la statua di Cupido in Trafalgar Square, penso che il caso sia una cosa meravigliosa.”

Ottavio Missoni

Ottavio Missoni soprannominato “Tai” nacque nel 1921 a Ragusa. In seguito alla seconda guerra mondiale, aprì un laboratorio, in collaborazione con Giorgio Oberweger, specializzato nella produzione di capi sportivi in lana. La tuta “Venjulia”, una delle sue creazioni più note, fu indossata dalla squadra italiana durante i Giochi Olimpici di Londra del 1948. In quest’occasione Ottavio Missoni conobbe Rosita Jelmini, di dieci anni più giovane di lui, che subito conquistò il suo cuore. Dopo essere convolati a nozze nell’Aprile del 1953, aprirono una piccola officina di maglieria a Gallarate.

La loro prima collezione Milano-Simpathy, che fu presentata a Milano nel 1958, fu subito un successo. In breve la rivista Woman’s Wear Daily dedicò un intero servizio ai Missoni e grazie alla pubblicità data dalla rivista Vogue, l’azienda poté aprire la prima boutique negli Stati Uniti. Il loro successo investì tutto il mondo; addirittura negli anni Settanta, dopo le ovazione del Chicago Tribune , il New York Times arrivò a definire il lavoro dei Missoni come: “È quanto farebbe Chanel se fosse ancora viva, giovane e al lavoro in Italia.”

”Sequela di fatti, alcuni belli, altri meno”. Il 4 Gennaio 2013 l’aereo da turismo su cui viaggiavano Vittorio Missoni e la moglie, insieme ad altri due amici, scomparve nel tratto di mare tra l’arcipelago di Los Roques e Caracas, in Venezuela. Ottavio morì nella notte fra l‘8 e il 9 Maggio 2013 a 92 anni. Ma l’anno dopo, Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, assegnò a Rosita Missoni il titolo di Cavaliere del Lavoro, conferendo per la prima volta questo titolo a due rappresentanti della stessa azienda.

Un classico Amor omnia vincit, rivisitato in chiave moderna, che porta con se quel parossismo lontano da noi, ma autentico e costante, quella cura delle piccole cose, l’incanto della deviazione e della libertà creativa. L’Amore e la libertà non reclamano nulla, non vi è empirismo, non vi è tangibilità, c’è qualcosa in quest’arte che rassicura e allo stesso tempo atterrisce, ma la meraviglia è proprio questa. Il fascino stesso della collisione, un eterno ed etereo ritorno.

Floriana De Rosa

Il alto: foto tratta da Piaceri della Vita.

Galleria: foto tratte da Elle.com, Pinterest, Atpdiary.com. 

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