Dove ti Porta il Cuore: Lee Miller di Floriana De Rosa

È stata una fotografa, fotoreporter e modella statunitense ed insieme corrispondente di guerra per Vogue. Elizabeth “Lee” Miller, Lady Penrose.

Figlia di un ingegnere, Theodore, dalla madre Florence Miller, nata MacDonald, nacque a Poughkeepsie il 23 Aprile 1907. Prediletta del padre, ne diventa musa ispiratrice facendosi spesso fotografare, in alcune pose anche nuda, che portò anche ad uno scandalo.

Nel 1925 si iscrisse all’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts e a diciannove anni frequentò la Art Students League di New York, per gli studi scenografici. Durante gli stessi anni, mentre passeggiava per strada rischiò di essere investita ma si salvò grazie alla presenza di un passante. Deus ex machina, il passante che le salvò la vita era Condé Nast, editore di Vanity Fair e Vogue. Egli, abbagliato dalla grazia della donna e dagli abiti che indossava, le propose un contratto come fotomodella. Da qui iniziò la strada per il successo, con il placito del pubblico. Tuttavia la donna capì di essere tendenzialmente amante della fotografia stessa piuttosto che dell’esserne la protagonista. Nel 1929 Lee Miller si recò a Parigi per un apprendistato presso il surrealista Man Ray. Lee presto divenne sua modella, collaboratrice e anche compagna.

A Parigi nel 1930 Miller aprì uno studio fotografico in proprio. Molte fotografie presentano difficoltà nell’individuazione dell’autore vero e proprio, infatti ci sono similarità con i lavori di Miller. Delusa dall’avventura parigina, abbandonò Ray e Parigi.

Fu nel 1934 conobbe l’uomo d’affari egiziano Aziz Eloui Bey, che si trovava a New York . qui nacque la loro storia d’amore, che fu poi coronata da un matrimonio. L’esperienza egiziana diede floridi frutti, nonostante Lee avesse trascurato la sua carriera da fotografa. Le foto scattate alle piramidi di Cheope a Giza sono considerate i lavori più riusciti dell’artista. Terminata la storia con Bey ,tornò a Parigi dove conobbe Roland Penrose, pittore surrealista. Allo scoppio della seconda guerra mondiale Miller si trovava a Londra, con Roland Penrose, quando iniziarono i bombardamenti.

Penrose venne richiamato alle armi, mentre Lee tornò per un breve periodo a New York dove riprese il lavoro di fotografa per Vogue. Miller intraprese la nuova carriera di fotoreporter di guerra per Vogue, e descrisse il bombardamento strategico del Regno Unito a opera della Germania nazista. Fece poi parte del London War Correspondents Corp e fu riconosciuta dall’esercito degli Stati Uniti d’America quale corrispondente di guerra per l’editore Condé Nast.

Non basterebbe una tale biografia per riempire gli spazi vuoti che funestano le finestre dei nostri dubbi. Immagini iconografiche, che riflettono la forza e il modo d’essere di una donna che ha sempre saputo sfruttare al meglio le occasioni di riscatto della propria epoca. Si dice che le immagini non possano parlare ma alle volte sanno raccontare storie sempre nuove, ogni volta che le si osserva. La prima volta ineffabile, la seconda, la terza sempre nuove, in continuo aggiornamento. Ritaglio di nuove epoche e nuovi occhi.

Si, le immagini non possono parlare, ma possono fare tanto altro. Aprirci a nuovi scenari, magnifici, ampollosi mai noiosi. Grazie Lee, per averci concesso occhi per guardare lo specchio di tempi a noi sconosciuti.

Floriana De Rosa

In alto: foto tratta da Flickr.

Galleria: foto tratte da Pinterest, The Eye of Photography, Farleys House of Gallery. 

Lascia un commento