Tokyo / New York: the Sunsire of 2019 di Luca Caputo

I primi raggi sono già scorti, rompono l’incerto e definiscono l’opaco. Presentate da pochi giorni, sono le tre nuove collezioni Pre-Fall 2018/2019 a irrompere gloriosamente, illuminando, definendo il futuro, facendoci godere di un’ assaggio di ciò che sarà. In un clima frenetico e sognante, in cui emozioni di vario tipo si intrecciano. Eccitazione, curiosità, vagheggiamenti e ovazioni. La seta che striscia sulle lunghe gambe nude ad ogni falcata, i giochi di luce, gli applausi e ritmi coinvolgenti. È l’alba.

I primi raggi portano la firma di Pierpaolo Piccioli per la Maison Valentino e sono sprigionati dal suo esclusivo evento ‘’Valentino TKY’’. Nel cuore della cultura orientale, nella Tokyo dalle mille sfumature, grande imperatrice e affascinante cosmopolita, un défilé del tutto particolare. Uomini e donne sfilano insieme, in dialogo, in un crudo spazio industriale della Terrada Warehouse, il genio italiano e la filosofia nipponica. Rosso Valentino fa da padrone. Simbolo della Maison e dei famosi torii, dalle labbra delle geishe alla Roma imperiale. Protagonista in nuvole di tulle, Kaia Gerber, New Queen Bee. Si coglie un’atmosfera unica. Sempre in città rinasce una nuova «creatura» del mondo ‘’Valentino TKY’’. Trasformato insieme a Sarah Andelmann, a Ginza Six, il regno del lusso nel cuore della capitale giapponese; risorge il nuovo concept-store, luogo d’incontro, tra musica, arte, tradizioni e futuro. Un «Koubou», una Bottega, ponte fra la creatività italiana e la raffinatezza giapponese, come le creazioni che ospita attualmente. Frutto di collaborazioni tra la Maison, alcuni artisti e case di moda giapponesi come Yohji Yamamoto, Doublet, Undercover e Kouroki.

Ma se i primi raggi sono spuntati a Tokyo, l’alba è sbocciata a New York. Qui, il nuovo sole, brillava dei pitoni di Chanel e delle fibbie dorate di Versace.

La casa della Medusa, nel giorno del compleanno del suo fondatore, gli ha reso omaggio, riscoprendo gli archivi, interpretati dalle muse della casa, di ieri e di oggi. Amber Valletta, con addosso il figlio del celebre Jungle Dress di Jennifer Lopez e Vittoria Ceretti con quello del Vestito nero con spille da balia dorate indossato da Elizabeth Hurley. Sui meravigliosi corpi di Gigi Hadid, Irina Shayk, Kaia Gerber, Candice Swanepoel, Emily Ratajkowski e altre modelle e modelli; sotto una dorata fiamma della libertà, hanno sfilato le versioni più attuali dei capi più iconici. Tra mix di stampe, pelle, vinile, micropull e profondi spacchi. La vera essenza di Versace proprio qui in America, per rinsaldare il legame, vivo oggi più che mai, tra la Maison e la terra dove Gianni viveva e fu ucciso.

Da Mademoiselle Coco e dal Kaiser Karl, assistiamo al trionfo del savoir-faire. Paris/New York Chanel Métiers d’Art 2018-2019. Ottantacinque look, capolavori tra d’arte dalle geometrie e grafismi Art Déco alla sontuosità dei ricami dell’Antico Egitto, fino alla street art dei graffiti di Cyril Kongo. In cerchio, tra gli imponenti resti del Tempio di Dendur, custodito al Metropolitan Museum of Art, rivivono sulle top di oggi e nei loro look opulenti, Nefertiti e Cleopatra. Boaters in pelle color oro realizzati da Maison Michel, scarabei di Goossens declinati su collane, fibbie, orecchini e minaudières, bottoni gioiello di Desrues. I plissé di Atelier Lognon i ricami di Lesage e Montex; le piume e i decori floreali di Lemarié e gli stivali versione graffiti della calzoleria Massaro. I più grandi artigiani riuniti tutti sotto la firma Chanel per dar vita a qualcosa di più innovativo dell’arte stessa. Faraone sulla passerella, Pharrell Williams. Se questa è solo l’alba il giorno quanto sarà luminoso?

Luca Caputo

In alto: foto tratta da Chanel.

Galleria: foto tratte da Chanel, Valentino, La Stampa, Zimbio, The New York Times.

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