Paris Fashion Week Homme Autumn / Winter 2019-2020 di Luca Caputo

Il brusio eccitato che invade la sala, e quello minaccioso che invade le strade. Il caos sovrano nel backstage e sui boulevards alberati. I corpi scivolano dinamici negli abiti, il tessuto aderente sui pettorali, le calze fasciano i piedi, i pigmenti di trucco contaminano l’aria. Le file di marce, le urla, i gilet giallo led, l’aria inquinata dai fumogeni. Uno, due, tre, la musica parte, lo show ha inizio. Paris Fashion Week Homme apre il sipario portando in scena le collezioni Autumn / Winter 2019-2020. Cinquantacinque sfilate previsite dal calendario ufficiale della Fédération de la Haute Couture et de la Mode, ma la Fashion Week è naturalmente impreziosita da svariati eventi, che costellano la Ville Lumière.

I grandi protagonisti sono le maison più affermate e i couturier più avanguardisti. In un clima particolarmente teso, Parigi è comunque riuscita nonostante tutto a mettere in scena show memorabili e presentazioni grandiose, degne della sua reputazione. Tra eventi e protagonisti brilla sicuramente Heron Preston, amico e consulente di Kanye West, designer di moda uscito dalla Parsons School of Design di New York, che ha, oramai, gettato le basi per il nuovo ruolo dello stilista nella contemporaneità. Abbandonata Londra assistiamo al primo show parigino di J.W. Anderson per Loewe, molto amato da pubblico e stampa, che regala emozioni nelle prime file della sua passerella. Raf Simons, dopo l’abbandono di Calvin Klein, riempie di nuova vita il suo marchio, senza mai dimenticare la sua storia; percorso rappresentato dalle giacche classiche oversize, dalle sgargianti tinte, che diventano il simbolo della collezione. Virgil Abloh per Louis Vuitton, riscrive le regole dello streetwear luxury miscelandolo con la raffinatezza e il romanticismo tipiche della couture francese. Colori tenui, fiori, linee sartoriali rivisitate, sono questi i nuovi codici dell’uomo Dior di Kim Jones, incarnato, in apertura della sfilata, da Sua Altezza Reale il Principe Nikolai di Danimarca. Solo per moderni principi azzurri. Assistiamo poi alla nascita di Berluti di Kris Van Assche che ha infuso nella collezione le sue passioni: dall’abbigliamento sportivo all’amore per le subculture. Mix esplosivo. Nell’ultima giornata debutterà l’enfant prodige Jacquemus. Colori tenui, spirito giocoso e ricordi d’infanzia sono i suoi tratti distintivi. Un romanzo sulla riviera francese pronto da indossare. Grand final la prima collezione maschile Celine creata da Hedi Slimane, che lascia aperte polemiche e scandali.Un’inno allo snobwear nel frastuono dello streetwear.

Nonostante la tensione e il clima d’insicurezza, a Parigi ha di nuovo prevalso la bellezza. Faro di speranza anche nei momenti più bui.

Luca Caputo

In alto: foto tratta da FashionBlog. 

Galleria: foto tratte da Pinterest, co.pinterest.com, dilei.it.

 

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