Christian Dior: Designer of Dreams di Luca Caputo

A dream, un sogno. Un sogno come la figura, ritratta con toni fiabeschi da Cecil Beaton, giovane e raffinata di Sua Altezza Reale la Principessa Margaret, appena ventunenne, su un divanetto di velluto scarlatto, in un immenso abito da ballo, il suo preferito in assoluto; un micro bustier con cinturino su ampia gonna decorata con brillanti ricami. Un sogno come la desiderata e iconica borsa, dal motivo Cannage che richiamava le sedie Napoleone III, da cui Lady D non si separava mai. Un sogno come lo spontaneo ed esilarante inciampo di Jennifer Lawrence, all’85ª edizione della cerimonia degli Oscar nel 2013, causato dall’ampio strascico del suo famoso abito. Un sogno come gli abiti di Chiara Ferragni nel giorno del suo . Sogni che portano la firma di Christian Dior.

Alla storia di una delle più grandi case di Moda e simbolo della Couture Française nel mondo, viene dedicata, dal 2 Giugno al 14 Luglio 2019, la retrospettiva Christian Dior: Designer of Dreams al Victoria & Albert Museum di Londra, tra le più grandi mai realizzate dai tempi di Alexander McQueen: Savage Beauty, è la mostra più completa su Dior mai realizzata in Gran Bretagna. Una storia, quella della Maison ricca di arte, savoir-faire e personaggi. Dal New Look con il Tailleur Bar, alla Linea Tulipano, per le linee ad A e ad H del fondatore; fino alle teatrali creazioni di John Galliano, passando per l’estro di Yves Saint Laurent, l’eleganza senza tempo di Marc Bohan e le sculture raffinate di Gianfranco Ferré, fino ad arrivare al minimalismo di Raf Simons e alla rinascita del moderno romanticismo di Maria Grazia Chiuri. Tante storie, esperienze diverse eppure espresse sempre nel segno dello stile modellato da Christian Dior.

Cinquecento oggetti, oltre duecento capi di Haute Couture e innumerevoli accessori rari, pezzi d’archivio, installazioni e video 3D, il tutto in undici sale a tema. Una di essere rievoca le affinità che uniscono la Maison al Regno Unito, raccontando il fascino dell’eleganza britannica che subiva Christian Dior, in un’altra si ha un’omaggio cromatico all’arte del colore su accessori, illustrazioni, abiti in miniatura, rossetti e fragranze emblematiche, e poi ‘’Grand Bal’’ nello spazio “The Salon” che presenterà il fasto dell’ Alta Sartoria. Tra i teneri colori crema pallido, fior di pesco, azzurro di primavera che iniziano il loro discreto trionfo e la mutevole lucentezza della seta e la lievità tenue della batista si ha la sublimazione dello stile Christian Dior che tende a sottolineare la grazie dell’eleganza femminile. Concetto a cui la curatrice Oriole Cullen e la scenografa Nathalie Crinière, si sono ispirate, cercando di rendere un’omaggio il più monumentale possibile ad una delle Maison più straordinarie di sempre.

Luca Caputo

In alto: foto tratta da Dior.com.

Galleria: foto tratte da Dior.com, Amica.it.

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