Al Proprio Posto: Hillary di Luca Caputo

‘’Genero opinioni forti’’ afferma composta una signora anziana. Camicia blu, colletto bianco. Penetranti occhi azzurri e iconici capelli biondi. Quella donna è Hillary Clinton, nel trailer del nuovo documentario ‘’Hillary’ per la regia di Nanette Burstein, presentato al Festival internazionale del Cinema di Berlino, nella sezione Berlinale Special e da pochi giorni andato in onda sulla piattaforma Hulu. Quattro puntate per disegnare un ritratto di quella che rimarrà una figura iconica; nonostante le luci spente e la fine di un’attiva partecipazione politica.

A poche persone basta semplicemente un nome di battesimo per farsi riconoscere; e a lei non serve essere conosciuta come Mrs. Clinton o come la Senatrice Clinton o come il Segretario di Stato Clinton (cognome che peraltro è quello del marito, il Presidente Bill Clinton, il suo è Rodham). Lei è semplicemente, per tutti, Hillary. Il suo nome esprime la sua unicità.

La sua militanza politica iniziò con i Repubblicani per poi passare ai Democratici. Studentessa brillante, prima al Wellesley College e poi alla Yale Law School, dove conobbe Bill e illuminò, con un fantastico discorso, il giorno del diploma (in parte improvvisato per rispondere ad un senatore che aveva trattato con condiscendenza la platea di donne). Pian piano la figura della ragazza ambiziosa dai lunghi capelli biondi con occhiali spessi; ha lasciato il posto ad un brillante e convinto avvocato, moglie del Governatore dell’Arkansas, fino a fiorire in quella di una donna dai sofisticati tailleur pantalone, capelli vaporosi, tacchi alti e cerchietto abbinato.

Come 42ª First Lady degli Stati Uniti, è stata la prima donna ad aver conseguito una laurea, nonché la prima a vantare una carriera professionale di grande successo. Lasciava di stucco gli interlocutori, quella signora elegante, fasciata in un raffinato tailleur di Oscar De La Renta, con fili di perle al collo, quando discorreva di importanti questioni politiche oppure consigliava apertamente il Presidente sui cavilli più spinosi. Come sconvolgeva il fatto che una donna indipendente e capace si interessasse di organizzare cene, ricevere ospiti, scegliere vestiti e decorazioni floreali.

Hillary è fedele a se tessa. Non scende a compromessi. Divide. Non è ciò che vogliono gli altri. Non è una mogliettina che sta al suo posto, né una femminista ribelle. Lei è Hillary. First Lady anticonvenzionale e indipendente, moglie devota, capace di stringere la mano al marito fedifrago nei momenti di difficoltà e contemporaneamente di difendere i diritti e le libertà delle donne. Ottima Senatrice dello Stato di New York, Segretario di Stato nell’amministrazione Obama e infine candidato alle elezioni presidenziali nel 2016, sconfitta poi da Donald Trump.

La campagna del 2016 è una parte integrante del documentario, e la sua sconfitta è riassumibile nelle parole dei suoi non-elettori: ‘’ Mi piacerebbe dare il voto ad una donna ma non a quella donna.’’ Hillary non è una Margaret Thatcher, non è una Angela Merkel, non è una Jacqueline Kennedy Onassis né una Michelle Obama. Lei è fuori dagli schemi. Parabola più vera delle varie sfaccettature e dei cambiamenti della condizione femminile e dell’essere donna. Lascia un’impronta perché è vera. Nel suo essere non un personaggio, ma semplicemente una donna.

Luca Caputo

In alto: foto tratta da Vogue.

Galleria: foto tratte da hulu.com, MUSIZ Foundation, Vogue.

 

Lascia un commento