Adieu Monsieur Cardin di Luca Caputo

Riduttivo parlare di stile Cardin; perché quella che fu fondata nel 1950, da quest’uomo straordinario, Pietro Costante Cardin, originario del trevisano ma naturalizzato francese; non è una casa di Moda, ma un vero e proprio mondo. La pulizia delle linee del design di mobili e accessori, la semplicità degli abiti; senza orpelli. La pura e semplice eleganza: la Space Age, la Moda del futuro, in tinta unita, luminosa e futuristica. Un’uomo, Pierre Cardin, stilista, creatore, esteta. scomparso per cause naturale a novantotto anni il 29 Dicembre 2020, che già viveva nel futuro, a noi comuni mortali regalava, tramite le sue creazioni, solo un piccolo assaggio.

La fuga dall’Italia fino a Saint-Étienne in Francia in cerca di un’altra vita. «Noi eravamo dei Rom italiani, ci chiamavano “macaronis”» ricordava. Le affascinanti letture di Jardin des Modes, rivista che lo sensibilizzò al mondo della Moda e poi le prime esperienze a Saint-Étienne, a Vichy e poi l’arrivo nel 1945 a Parigi, dove lavorò da Jeanne Paquin e infine da Elsa Schiaparelli. Da Christian Dior incontrò il suo maestro, esperienza che lo segnò profondamente. Inaugurata la sua casa di moda, iniziò a gettare le basi per quello che sarebbe stato il suo mondo: minimale, unisex, spaziale ed elegantissimo.

Dalle cromie in tinta unita alle linee sobrie, dagli abiti all’arredamento fino al design e all’architettura. Pioniere con la prima boutique d’Alta Moda in Giappone ma non solo, Pierre Cardin è stato uno dei più grandi artisti degli ultimi tempi; un artista a tutto tondo, un uomo che viveva nell’arte e nella cultura. Rendiamo onore alla scomparsa di uno dei più grandi nomi della Moda.

Luca Caputo

In alto: foto tratta da Dezeen.

Galleria: foto tratte da Sotheby’s.

 

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