A New Renaissance: Dolce & Gabbana di Luca Caputo

Quando tutto ti crolla addosso, si ritorna a casa. Nei propri luoghi, si guarisce dalle ferite subite e poi si inizia di nuovo ad affrontare l’aggressività del mondo esterno.

Le sedie sono accantonate, i fiori sono secchi, gli stand smontati, i fari spenti. Silenzio. Dolce & Gabbana e il ‘’The Great Show’’ a Shanghai, in Cina. Una pagina nera della storia della casa di moda che ha segnato profondamente i due creatori.

Ma bisogna ricominciare, ripartire, e naturalmente ci si rivolge alla Mamma. Ma non alla calda e voluttuosa Sicilia, che forse rappresenta il lato più affettuoso e bonario, ma alla rigida e diligente Milano. A quella donna non bella ma raffinata, simbolo di una madre che forma con equilibrio e sacrificio i suoi figli, facendone degli uomini. Da quella Milano e alla sua storia, Domenico Dolce e Stefano Gabbana ripartono.

Nel fine settimana di Sant Ambroeus , tra la gli echi degli applausi della Prima alla Scala e il frastuono dei mercatini Oh Bej! Oh Bej! Rinascimento nella sua accezione più vera. A Corso Venezia sulle note di un violoncellista e fisarmonicista che miscelava le Suite di Bach con brani pop reinterpretati per fisarmonica, sono andate in scena le creazioni dell’Alta Gioielleria, pezzi unici e preziosi, simboli di una raffinatezza e un gusto oramai iconico; insieme al libro e alla mostra fotografica “Queens” curata da Domenico Dolce e ispirata alla regine di ieri e di oggi. A Palazzo Litta, tra gli affreschi e le boiserie secolari, i protagonisti sono stati 106 look donna e 104 uomo firmati Dolce & Gabbana Alta Moda e Alta Sartoria. Capolavori che richiedono oltre sei mesi di lavoro certosino dalle mani degli artigiani più esperti. “Punto pittura”, “Punto pelliccia”, materiali pregiati e meticolosi studi della silhouette; Dolce & Gabbana ha fatto rivivere la Milano degli Sforza e di Leonardo; creando “capolavori d’arte indossabili” dalla genesi unica. Solo le parole del duo di stilisti possono descrivere pienamente ciò che si è vissuto.
Ci possono essere incidenti di percorso, è la vita. Ma la verità è che in queste settimane abbiamo capito una volta di più quanto siamo fortunati a fare questo lavoro, che amiamo profondamente e che ci salva da tutto”.
Applausi.

Luca Caputo

In alto: foto tratta da MAM-E.

Galleria: foto tratte da Corriere della Sera, The National, Vogue.

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