95 Pitti Immagine Uomo di Luca Caputo

Tra gli avvolgenti riflessi degli specchi e lo sfavillio dei cristalli di Boemia. Così, con il Gala Dinner del Centro di Firenze per la Moda Italiana, sotto le volte candide della Sala Bianca di Palazzo Pitti, si inaugura, alla presenza di duecento esclusivi ospiti, la novantacinquesima edizione di Pitti Immagine Uomo, salone fiorentino specializzato in abbigliamento e accessori per lui.

Quest’anno alla Fortezza da Basso, location centrale dell’evento; i grandi rappresentanti della moda internazionale hanno espresso solo la creatività più esuberante e la ricerca più minuziosa. Il glamour, la qualità, l’energia e l’entusiasmo fanno da padroni negli stand, tra i grandi buyer da tutto il mondo, oltre 2.700 tra giornalisti,  fashion editor e influencer, fino ad arrivare a 36.000 visitatori circa. Negli scorci pittoreschi della magnifica Firenze, le ultime tendenze venivano presentate addosso alle celebrità, che andavano in pochi secondi con i loro outift ricercati ad adornare post da milioni di Mi piace.

Il tema: la Natura, in tutte le sue sfaccettature. Dalla sua tutela fino alla sua bellezza, nasce una nuova consapevolezza e si rafforza sempre di più l’anima ecosostenibile del nuovo modo di pensare alla Moda. L’iconico salone che quest’anno celebra il suo trentesimo compleanno, per le nuove proposte Autunno/Inverno 2019-2020, ha scelto un modo del tutto particolare di raccontarle: The Pitti Box.
“The Pitti Box ha puntato sull’elemento sorpresa – afferma Agostino Poletto, Direttore Generale di Pitti Immagine – e il percorso di Pitti Uomo è stato scandito da tante box, con le quali vogliamo coinvolgere buyer e giornalisti in una serie di esperienze. Un invito a incontrarsi e a condividere, respirando l’energia unica della manifestazione”.

Tra le tante celebrazioni; i 50 anni di Moon Boot, i 125 anni di Barbour e i 70 anni di Diadora, ad essere protagonisti però sono stati loro, i ‘’nuovi’’, gli emergenti. La creatività funzionale e sostenibile di Astrid Andersen per la FILA Fjord; il debutto di Aldo Maria Camillo, designer italiano che dopo aver fatto spalla da Ermenegildo Zegna, Valentino e Berluti ha debuttato con il suo brand eponimo come Pitti Italics Special Event; la prima capsule collection di Eleonor McDonald, già vincitrice della sedicesima edizione di Its. Ma le stelle sono state toccate dal designer belga Glenn Martens, che ha fatto sfilare la sua collezione Y/Project 2019/2020 all’interno del Chiostro Grande del Complesso di Santa Maria Novella. Il sacro incontra il profano. Lo street, la couture.

Consolidato e internazionale l’evento rimane ogni anno quasi un percorso sensoriale nell’universo maschile, passando da dandys viziati e nostalgici ad affaristi impettiti fino agli amanti dello streetwear. Spente le luci, sgombrati gli spazi, non resta che ammirare, dall’alto di Piazzale Michelangelo, il panorama quasi onirico della nostra trasognata Firenze.

Luca Caputo

In alto: foto tratta da Il Reporter. 

Galleria: foto tratte da The Ducker.com, www.pittimmagine.com.  

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