‘’Ci sono città di evidente bellezza che si danno a tutti, e altre segrete che amano essere scoperte. Milano appartiene a questa specie, al punto che riesce difficile stabilire le ragioni del suo fascino (…). Io credo che esso consista anzitutto nella sua “classe”, né più né meno come avviene per certe donne che ci colpiscono per il loro portamento, anche se belle non sono, e neppure truccate.’’

Carlo Castellaneta

Bella non è. Mente chi afferma il contrario. Non è allegra e scanzonata come Bologna, non è passionale, dai capelli scuri e dai fianchi prosperosi come Napoli, non è nobile come Torino e neanche lontanamente bella da togliere il fiato come Roma. Stronza sicuramente si, come canta Viito. Milano è una donna magra, spigolosa, non bella. Milano è una donna ricca, una donna riservata, chiusa nella sua casa, specchio del suo gusto. Raffinata, curata, chic.

La città è una donna che quello che non ha avuto dalla natura se l’è preso da sola. Una città nata dai sacrifici e dal lavoro. Il suo fascino è segreto, la sua vera natura è ombra, non si adorna mai di gioielli estremamente appariscenti, per lei va bene un completo da lavoro: tailleur grigio d’ordinanza, ma di sofisticato taglio sartoriale. I suoi gioielli sono nascosti, disseminati tra gli intrecci di strade sulla sua pelle. Milano strega, incanta, con il suo fascino senza limiti, seduce chiunque incontri. Nel buio di un vicolo, alla parete, nei suoi angoli nascosti.

Luca Caputo

In alto: foto tratta da Agrodolce.

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