-La lacca bianca, le poltroncine a medaglione, le boiserie modanate e il lampadari con pendenti di cristallo, le mantovane in macramè. Le lunghe gonne volteggianti, a sbuffo in seta, velluto, ottomano, sontuoso broccato. Scollature seducenti, vitini da vespa e bustini a balconcino. L’ immaginario sfarzo delle principesse del passato veste le donne d’oggi. Non c’è spazio per la modernità miserabilista.

Gli arcani di questo sogno di moda sono nel passato: il 1950 ricorda il 1900, ispirandosi al Secondo Impero, che a sua volta ricordava il Settecento. Il Sud. Consuetudini gelosamente conservate, che riecheggiano negli ormai abbandonati saloni, memori dei fasti della nobiltà borbonica come nell’‘’ abito buono’’ domenicale, accuratamente conservato dalla nonna per la Comunione del nipote, fino all’esclusiva raffinatezza dei corredi. Le ricercate mise della nonna, grande cliente delle più esclusive boutique della sua epoca. Perfetta padrona di casa, che cura come se fosse il suo corpo, ornandola con gli oggetti più lussuosi e rari. Gli abiti e i completi semplici e dinamici della madre, donna in carriera e anticonformista, da uno spiccato gusto per lo ‘’snobismo della povertà’’. Milano. La Milano di oggi, sognata come quando era ‘’ da bere’’, la Milano degli affari e delle supermodelle. La città che muta, ma conserva il suo fascino. I Giovani. La frescura, coloro che tolgono lo stigma di vecchio al vintage. Eredi delle tradizioni e portatori di novità. Le fondamenta su cui costruire. Il futuro.-

Questi punti delineano la nascita del nuovo progetto editoriale di Luca Caputo. Le Grand Mogol, dal nome della boutique in Rue Saint-Honoré della modista Rose Bertin, ‘’Ministre de la mode’’ di Sua Maestà la Regina Maria Antonietta. Raffinata sartoria che per anni servì oltre alla famiglia reale, le Regine di Svezia, Spagna, Boemia, la Granduchessa di Russia, attrici e artiste, intellettuali e ballerine. In anni attuali, infetti da diffuse e inesorabili incertezze, in cui le maison con una storia (anche se recente) vanno alla riscoperta di essa, riaffermando la loro identità, il passato si impone come certezza, Empireo a cui aspirare, condizione originale a cui ambire. Esso è stimolo per Le Grand Mogol; funge da sprone a nuove idee, nuove forme. Non repliche. Si conservano la bellezza, la grandezza, la magia custodite nei momenti topici del passato, agli occhi di chi non c’era, rese ancora più affascinanti. Magia che crea novità, mutamenti, gusti, minuziosamente appuntati.

Le pagine della rivista esalano la concezione di Moda del creatore Luca Caputo, ma diventano contemporaneamente esclusiva e ricercata galleria delle più attuali e sofisticate tendenze. E’ il Bello, testimoniato dalle oscillazioni della Moda, attraverso pagine uniche. Non vive nel passato, ma ne attinge irripetibili suggestioni. E’ caratterizzato da uno stile unico, riconoscibile, quasi uno stile di vita. Emozionanti voyages d’images. Storie di moda, raccontate attraverso immagini da sogno, scritte sapientemente da giovani fotografi emergenti e non solo. Articoli dedicati a grandi icone di stile e reportage sui più innovativi designer. Allure. fascino, sogno, queste sono le parole che congiungono la caleidoscopica moda de Le Grand Mogol, lasciandovi con una promessa. Dalle parole di Franca Sozzani: ‘’ il sogno dev’essere sempre grandioso.’’

Luca Caputo a cura di Emma Manco

In alto: Luca Caputo ritratto da Nico Pedaci

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